Proroghe scadenze ambientali 2020: utili o arma a doppio taglio?

 

Molti avranno esultato!

Ammettiamolo: le scadenze amministrative riguardo rifiuti e ambiente sono un peso, un qualcosa che dobbiamo fare per forza già quando la situazione è normale. In questo periodo di sfide difficili ne facciamo ancor più volentieri a meno.

Ne discutevamo giusto ieri con un paio di imprenditori del settore rifiuti.

Spostare gli adempimenti tra un paio di mesi: tutto oro quello che luccica?

Questo è davvero utile per un’impresa o alcuni sono un’arma a doppio taglio?

 

Perché un’arma a doppio taglio?

 

Siamo d’accordo che la situazione è questa: Industrie alimentari e connesse, impianti di produzione energia e impianti rifiuti che lavorano seppur con limitazioni e precauzioni.

Edili e metalmeccanici praticamente fermi così come le piccole attività e i negozi.

E in tutto questo migliaia e migliaia di manager, professionisti e amministrativi che lavorano da casa. O come va di moda dire ora, in smart working.

In tutto questo l’articolo 113 del DL 17 marzo 2020 n. 18 “Cura Italia” (lo trovi qui) ci dice che sono rinviate al 30 giugno 2020 queste scadenze:

  • la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD);
  • la presentazione annuale dei dati relativi all’immissione sul mercato (anno 2019) di pile e accumulatori, nonché dei dati relativi alla raccolta e riciclaggio degli stessi;
  • la comunicazione relativa ai Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), trattati nell’anno 2019.
  • il versamento annuale di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Lasciamo stare l’ultimo punto che è un piccolo ma sacrosanto aiuto e vediamo le proroghe agli adempimenti.

Sono giuste? Sono sbagliate? Non importa!

Cambiamo la domanda: è utile o meno per me e la mia azienda usufruire della proroga? Che rischi corro se rimando la compilazione?

 

Certo, che rischi vuoi che corra. Hanno prorogato la scadenza e la uso.

 

Hai ragione, tecnicamente il discorso fila.

Da quel che ci dicono, la situazione potrebbe migliorare un po’ a inizio maggio o giù di lì. Mettiamo che qualcosa si inizi a muovere. Questo vuol dire poco meno di 2 mesi per presentare il MUD e le altre comunicazioni.

In altre parole, ricordati che tra tutte le mille cose che dovrai affrontare per uscire da questa situazione catastrofica ci sarà anche il MUD. E l’ORSO. E la comunicazione RAEE. E tutte le altre mille scadenze e le tasse (proroga? Mah) e tutto il resto.

Quanto tempo potrai dedicarci?

Che attenzione potrà dedicarci la persona che incaricherai?

Saresti contento di essere libero dal pensiero del MUD quando ci sarà la ripresa? Non ci sarà forse il grosso rischio di: a) dimenticarsi b) sbagliarlo c) prendere una multa giusto qualche mese più tardi? (nota: nel 2019 c’era la proroga e molte aziende si sono dimenticate fino al giorno prima)

 

Sì, certo che sarebbe un pensiero in meno.

 

E tutto questo non vuol dire assolutamente che il decreto è sbagliato, anzi! Il punto è che il MUD – ed in realtà anche tutti gli altri adempimenti simili – hanno 3 caratteristiche:

1) sono un solo un costo per l’azienda e una responsabilità per chi in azienda deve compilarlo o farlo compilare (leggasi, una scadenza in più da ricordare)

2) serve dedicarci il giusto tempo perché sbagliare è facile ed è fondamentale evitare di farlo di corsa l’ultima settimana visto che poi ti sanzionano anche (e la colpa è di chi compila o non ha controllato bene)

3) e, soprattutto, è un’attività che si presta benissimo allo smart working: non serve il contatto con le altre persone, non servono riunioni e affollamenti e si può fare da qualsiasi pc.

 

Sì, non servono riunioni e sì può fare dal pc. Però…

 

Però se ci si organizza si può fare adesso. Concordi che se ci si può liberare subito un peso che dopo sarebbe 10 volte più faticoso da portare, meglio lasciarlo subito?

E allora perché non togliersi il pensiero ora in questo periodo di, purtroppo, riposo forzato?

Lo si fa, o lo si dà da fare, ora.

Ci si dedica il giusto tempo.

Lo si fa in remoto.

Ci si toglie il pensiero.

E quando servirà dare il massimo in altre attività tempo e testa saranno liberi almeno da questo.

 

Consiglio spassionato. Pensaci su.

Sistemare la questione MUD, ORSO, comunicazione RAEE, etc in questo periodo è l’ideale. Quando tutti saremo chiamati a far ripartire l’azienda, a dare il 200% per uscirne a testa alta, tutti questi adempimenti saranno un ostacolo già ampiamente superato.

Sarà come scalare una montagna senza inutili sassi nello zaino.

 

Ci sarebbe da approfondire anche l’articolo 103, le procedure autorizzative (i tempi di ripresa daranno biblici?) e la validità di permessi e autorizzazioni: magari faremo un articolo ad hoc.

Per concludere il discorso adempimenti burocratici, via via le Regioni stanno uscendo anche loro con i relativi decreti. Prendiamo ad esempio la Lombardia (Decreto dirigenziale del 17 marzo 2020, n. 3430).

Le scadenze delle “compilazioni” obbligatorie relative agli impianti AIA-IPPC sono state differite al 31 ottobre. Tempo per inserire i dati ce n’è di più e a nostro modesto parere è stato fatto un giusto passo in più rispetto al decreto statale. Fermo restando la domanda principale:

 

nella situazione straordinaria di oggi,

vale la pena arrivare sotto scadenza o

è meglio sfruttare questo periodo e non pensarci più?

 

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