Dare il codice al rifiuto è facile (se sai come farlo!)

Se hai dei rifiuti da gestire, che tu sia un produttore, un impianto o un trasportatore devi assolutamente leggere questo articolo.

Il grande problema con cui hai a che fare ogni giorno è, infatti, che è quasi impossibile stare dietro ad ogni singola modifica di quello che io chiamo “geroglifico ambientale”. Se sei in azienda tutti i giorni hai altre mille cose a cui pensare. Dall’altro lato però è tua responsabilità sapere come funzionano le cose.

Questo NON vuol dire che devi fare tutto da solo però sei tu che devi sceglierti il giusto consulente, il giusto collaboratore o anche solo decidere di leggere questo articolo per capirne un minimo.

Quindi, patti chiari: io uso termini semplici e comprensibili e tu ti impegni a scegliere le persone giuste che ti possano veramente aiutare.

Ora mettiti comodo e partiamo, bastano 5 minuti.

Urbani, assimilabili, speciali o aziendali: mi spieghi un po’?

I rifiuti speciali sono essenzialmente quelli di cui dovrai occuparti tu personalmente e ne avrai la responsabilità. O, se preferisci, sono quelli che NON fai portare via con il camion della raccolta urbana organizzata dal tuo Comune.

Andiamo nello specifico e sciogliamo ogni dubbio.

Perché devo conoscere cosa sono i rifiuti urbani?

Vedi, i rifiuti urbani sono quelli che ti porta via il Comune. Quelli che generalmente produci a casa, quelli dalla pulizia strada, da giardini, parchi o cimiteri e quelli in aree pubbliche.

Per tutti questi fai la raccolta differenziata e viene il camion della nettezza urbana a portarteli via. Tu paghi la tassa/tariffa e loro fanno il servizio.

Questo mi sembra chiaro.

Ci sono poi dei rifiuti che non sono prodotti in casa ma assomigliano a quelli sopra per quantità e qualità. In altre parole, sono più o meno della stessa tipologia e NON sono una quantità smisurata.

Questi sono i cosiddetti assimilabili e, al netto di regolamenti comunali scritti con i piedi o di criteri di valutazione delle quantità abbastanza allegri, anche questi li dai in pasto al tuo Comune.

Perché è importante sapere ciò per un’azienda?

Diciamolo sottovoce: se il Comune ha un minimo organizzato benino la raccolta differenziata, ha tutto l’interesse a prendersi i tuoi bei rifiuti e tu ti togli un bel po’ di problemi dai piedi. Quindi, tienilo presente.

E i rifiuti aziendali, invece?

Chiariamo subito: per evitare che durante un controllo ti facciano le pulci e ti facciano diventare come una nocciolina schiacciata, DEVI avere un minimo di terminologia corretta.

So che è difficile e so anche che con poco puoi però avere enormi risultati. Quindi, aboliamo subito il termine “rifiuti aziendali”. I RIFIUTI AZIENDALI NON ESISTONO.

Te lo ripeterò fino alla noia perché saper gestire un controllo senza avere per forza il consulente che ti toglie le castagne dal fuoco è già l’80% del lavoro per farlo andare bene.

Quelli che vengono spesso chiamati “aziendali” sono i rifiuti speciali.

I rifiuti speciali sono tutti quelli che NON puoi dare al comune e soprattutto di cui ti devi prendere la responsabilità di tutto il ciclo di gestione fino al corretto recupero o smaltimento.”

Bene, quali sono i rifiuti speciali?

  1. Rifiuti da lavorazioni industriali; da lavorazioni artigianali; da attività commerciali; da attività di servizio; i classici rifiuti speciali, quelli che se assimilabili in quantità e qualità rientrano nei rifiuti urbani altrimenti te li devi gestire tu;
  1. Rifiuti da attività agricole e agro-industriali, quindi legate a agricoltura, selvicoltura, allevamento e attività connesse (con la loro speciale normativa di riferimento)
  1. Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo fermo restando quanto disposto dall’articolo 184-bis; per capirci i classici rifiuti che produce un cantiere o come vengono spesso chiamati “i rifiuti edili”, calcinacci, mattonelle, cemento, terre e rocce e così via, se questi non possono essere classificati come sottoprodotto – e quindi esclusi dagli obblighi sui rifiuti (e anche qui attento alle specifiche norme)
  1. Rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
  1. Rifiuti derivanti da attività sanitarie, in pratica da ospedali, cliniche e così via (con la loro speciale normativa di riferimento).

Se hai uno di questi rifiuti che non rientra nel circuito dei rifiuti urbani e assimilati, è un rifiuto speciale e la sua gestione è sotto la tua responsabilità in qualità di produttore per tutta la durata del ciclo di recupero o smaltimento. Ovviamente, se è il tuo business, quindi sei un trasportatore o un impianto, sarai responsabile per la tua parte.

Cosa devo fare per gestire i rifiuti speciali al meglio?

Avere chiaro quali sono i rifiuti che DEVI GESTIRE e DI CUI SEI RESPONSABILE è il primo passo fondamentale per spazzare via problemi e scocciatura nella gestione dei rifiuti.

Ho visto fin troppi piangere in cinese senza successo dopo aver fatto le cose alla leggera.

Ho visto fin troppi spendere vagonate di soldi inutilmente in mega consulenze e inutili corsi teorici per poi ritrovarsi a perdere un’infinità di tempo, soldi e energie per risolvere qualche casino.

Ho visto fin troppi andare a letto la sera pieni di dubbi e paure senza riuscire a rilassarsi PER ANNI quando con un consulente serio alle spalle e qualche accorgimento “noioso” si poteva evitare ogni problema.

Il mio obiettivo è di spazzare via queste situazioni. Voglio portarti ad essere sereno e tranquillo nella gestione ordinaria dei tuoi rifiuti. Voglio che tu vada a casa la sera con la possibilità di staccare la spina e goderti i tuoi cari, i tuoi hobbies o qualunque altra cosa che non sia una preoccupazione sui rifiuti.

Quindi, se ti interessa, ho deciso di farti UN REGALO CHE NESSUN ALTRO TI FA.

Grazie al supporto di tanti tecnici e imprenditori, abbiamo trasformato il “geroglifico ambientale” in GUIDE PRATICHE veloci da leggere e pronte ad essere utilizzate facilmente.

Per esempio, grazie a queste ti sarà semplice spiegare e coinvolgere amministrativi, tecnici e anche semplici operai nel fare quelle migliorie necessarie.

Nessuna spiegazione formale, nessuna procedura o commento inutile ma SOLO AZIONI PRATICHE E COMPRENSIBILI PER GESTIRE I RIFIUTI NEL MODO PIU’ SEMPLICE POSSIBILE.

Per ora, ho deciso di metterle gratuite anche se potremmo farle pagare ognuna almeno come un corso di aggiornamento o una consulenza.

C’è però un problema: presto le toglieremo e potresti perdere per sempre l’opportunità di averle gratis, quindi approfittane IMMEDIATAMENTE

==> SCEGLI QUI LA GUIDA PRATICA CHE FA AL CASO TUO.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Cliccando sul tasto approfondisci potrai leggere la nostra politica di gestione dei cookies Approfondisci

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi